(Adnkronos) – La Biennale di Venezia ha inviato oggi al ministero della Cultura “l’intera documentazione richiesta” relativa al padiglione russo previsto alla prossima edizione dell’Esposizione internazionale d’arte che aprirà il 9 maggio. L’Istituzione, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, con un comunicato, precisa che “nessuna norma è stata violata e che le sanzioni verso la Federazione Russa sono state rispettate integralmente come da nostro dovere”. 

Venerdì scorso il ministro Alessandro Giuli aveva chiesto alla Fondazione La Biennale di Venezia di fornire, “con la massima urgenza”, elementi in merito alla partecipazione della Federazione Russa alla 61/a Biennale Arte, con particolare riferimento alle modalità di allestimento e di gestione del Padiglione e alla loro compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore. “Al fine di chiarire i termini della partecipazione nazionale alla Biennale 2026”, il MiC, si legge nel comunicato diffuso il 13 marzo, “ha richiesto copia integrale della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe, finalizzata alla definizione degli assetti organizzativi e gestionali della presenza della Federazione Russa a Venezia”. L’obiettivo è accertare se la gestione logistica, i materiali e le eventuali movimentazioni collegate all’allestimento possano entrare in conflitto con le restrizioni adottate dall’Unione europea dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. 

Il caso ha aperto uno scontro politico e istituzionale tra il ministero e il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, deciso a non arretrare sul rifiuto di “ogni chiusura”, quindi con il riorno della Russia, dopo quattro anni di assenza, del ritorno anche di Israele, l’annunciata presenza di Ucraina e Iran e il debutto del Qatar. Il consiglio di amministrazione dell’Ente – che include rappresentanti delle istituzioni locali e del ministero – ha sostenuto la linea del presidente. La consigliera designata dal MiC, Tamara Gregoretti, ha respinto la richiesta di dimissioni ribadendo di agire “nel rispetto dello statuto e dell’autonomia della Biennale”. 

Il punto centrale della verifica, come risulta all’Adnkronos, riguarda le misure restrittive adottate dalla Commissione europea contro la Russia. Le sanzioni non vietano la partecipazione di artisti russi a eventi culturali internazionali, ma pongono limiti su transazioni, logistica e rapporti con enti statali. Per questo il ministero vuole chiarire se l’organizzazione del Padiglione russo abbia richiesto operazioni che necessitano di autorizzazioni specifiche. In caso di irregolarità, l’applicazione delle sanzioni resta di competenza degli Stati membri. Non è invece automatico il rischio di contromisure dirette da parte dell’Unione europea. Resta però sullo sfondo il tema dei finanziamenti comunitari alla Fondazione Biennale, pari a circa due milioni di euro in tre anni nell’ambito del programma ‘Europa Creativa’. Un portavoce della Commissione ha chiarito che, come per ogni sovvenzione europea, in caso di violazione degli accordi il progetto potrebbe essere sospeso o revocato.