(Adnkronos) – Ultimatum e minacce del braccio armato di Hamas agli abitanti della città di Ashkelon, nel sud di Israele. “In risposta ai crimini del nemico che provoca sfollati tra il nostro popolo e costringe le persone a fuggire dalle proprie case in varie aree della Striscia di Gaza, diamo un ultimatum agli abitanti della città occupata di Ashkelon affinché la lascino prima delle 17 (le 16 in Italia)”, afferma il portavoce delle Brigate al-Qassam, Abu Obeida, via Telegram, secondo quanto riferisce il Times of Israel.
Le Brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno lanciato razzi contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv in risposta agli attacchi israeliani contro i civili a Gaza. Lo ha reso noto lo stesso gruppo.
Il movimento islamico Hamas ha lanciato un appello alla ‘mobilitazione generale’ del mondo arabo e musulmano a sostegno dei palestinesi per venerdì, secondo le ultime news di oggi 10 ottobre 2023. Il prossimo venerdì verrà rinominato “il venerdì dell’Al Aqsa Flood’, a supporto del popolo palestinese “a fronte della guerra aperta dell’occupazione israeliana”. Hamas ha quindi esortato i giovani palestinesi della Cisgiordania ad affrontare e scontrarsi con i soldati israeliani. Gli arabi residenti in Israele si dovranno invece riunire nella moschea di Al-Aqsa.
Non ci sarà nessun negoziato sul rilascio degli ostaggi portati nella Striscia di Gaza dopo l’attacco a Israele iniziato sabato mattina fino a che la battaglia non sarà completata, ha affermato il capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, secondo quanto rende noto la Bbc. Ci sono fra i 100 e i 150 ostaggi a Gaza, secondo quanto ha denunciato l’ambasciatore israeliano all’Onu, Gilad Erdan. “Abbiamo informato tutte le parti che ci hanno contattato in merito ai prigionieri politici detenuti dalla resistenza che non affronteremo la questione prima della fine della battaglia. E sarà solo al costo che la resistenza accetterà”, ha affermato.
Sono stati ritrovati nel territorio di Israele “i corpi di circa 1.500 terroristi palestinesi”. Lo rivela Channel 13, citando una propria fonte. Le ultime news di oggi 10 ottobre 2023 riportano che le Forze di difesa israeliane sostengono di aver ucciso centinaia di militanti da quando sabato mattina è iniziato l’assalto di Hamas nel sud di Israele. Continua intanto l’assedio a Gaza, mentre Israele afferma di aver richiamato 300mila riservisti e di aver avvertito i residenti della Striscia di Gaza di andare via, segno che potrebbe pianificare un attacco di terra.
Il bilancio delle vittime in Israele è salito a 900 morti, scrive Haaretz. Secondo quanto riferisce l’ufficio stampa del governo israeliano sono 2.600 le persone ferite. Solo al rave attaccato da Hamas in Israele, vicino al confine con la Striscia di Gaza, si contano 260 morti.
Sono almeno 770 i palestinesi morti e 4.000 i feriti nella Striscia di Gaza dopo l’attacco sferrato sabato da Hamas in Israele e la risposta israeliana con gli attacchi aerei sulla Striscia. Il nuovo bilancio è stato fornito dal ministero della Sanità dell’enclave palestinese, sotto il controllo di Hamas. Lo riporta la tv satellitare al-Jazeera. Tra le 770 vittime, riferisce l’emittente sulla base di quanto comunicato da Gaza, ci sono 140 bambini e 120 donne.
Le forze armate israeliane (Idf) continuano le manovre nell’assedio a Gaza. “Il valico di Rafah è ancora aperto. Consiglierei a chiunque possa farlo di uscire”, ha detto il colonnello Richard Hecht, ma l’informazione viene smentita da quanto riferisce la Bbc: il valico controllato dall’Egitto è di fatto chiuso e non è possibile lasciare Gaza.
Un attacco aereo israeliano ha colpito stamani il valico di Rafah, al confine tra l’Egitto e Gaza. Lo riporta il Washington Post sottolineando come si tratti del secondo attacco in meno di 24 ore contro il transito, unica via d’uscita dall’enclave palestinese. Secondo le autorità di frontiera, dal lato di Gaza, poco dopo le 12 ora locale un jet israeliano ha bombardato il tratto di strada tra la parte egiziana e quella di Gaza del valico. Il raid ha creato “un cratere profondo che impedisce gli spostamenti da e per l’Egitto”. Due persone che lavorano al valico sono rimaste ferite, secondo quanto denunciato dalle autorità, senza però chiarire se si tratti di persone che si trovavano dalla parte egiziana o palestinese del valico controllato dall’Egitto.
Intanto sono tornate a suonare le sirene nel sud di Israele, al confine con la Striscia di Gaza, a causa del lancio di razzi da parte dei militanti palestinesi. L’allerta è scattata a Ein Hashlosha e Kissufim. Al momento non ci sono notizie di danni o feriti.
L’esercito israeliano ha ripreso il pieno controllo del confine con la Striscia, ha reso noto il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, secondo cui “nell’ultimo giorno non un solo terrorista è entrato attraverso la barriera” che era stata fatta saltare in aria tre giorni fa in diversi punti da parte dei miliziani.
Durante la notte, secondo quanto riferito, le Forze di difesa israeliane hanno colpito oltre 200 obiettivi nella Striscia di Gaza. I siti includono un deposito di armi in una moschea, un appartamento usato dalle forze missilistiche di Hamas e altre installazioni militari.
“L’imposizione di un assedio che mette a rischio la vita dei civili, privandoli dei beni essenziali per la sopravvivenza è proibita dal diritto internazionale umanitario”. Così l’alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha condannato la decisione di Israele di fermare l’ingresso nella Striscia di Gaza di tutti i rifornimenti, di cibo, acqua, elettricità e carburanti, in risposta agli attacchi di Hamas. “Ogni restrizione di movimenti di persone e beni per mettere in pratica un assedio deve essere giustificato da necessità militari, altrimenti corrisponde ad una punizione collettiva”, ha aggiunto Turk.
Secondo le Nazioni Unite, 790 case sono state distrutte dagli attacchi aerei israeliani e oltre 5.300 edifici sono stati danneggiati. 400.000 palestinesi sono stati scollegati dalla fornitura idrica.
L’Onu parla di oltre 180mila sfollati nella Striscia di Gaza. Secondo dati dell’Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli Affari umanitari) diffusi dall’Unrwa, gli sfollati interni sono “oltre 187.518”. Tra gli sfollati interni circa 137.500 persone hanno trovato riparo in 83 scuole gestite dall’Unrwa nell’enclave palestinese. A Gaza circa tremila palestinesi sono ancora sfollati a causa di precedenti escalation.
“L’Organizzazione mondiale della Sanità chiede la fine delle violenze, un corridoio umanitario è necessario per far arrivare a Gaza cruciali forniture sanitarie”, ha dichiarato il portavoce dell’Oms, Tarik Jasarevic, sottolineando che le scorte sanitarie nella Striscia sono esaurite, descrivendo una situazione degli ospedali ormai allo stremo che non possono portare aiuto all’alto numero di feriti senza che gli venga fornito supporto.
Secondo le stime aggiornate a ieri pomeriggio, sono 13 i centri medici nel popolatissimo territorio palestinese che sono stati colpiti dai raid di rappresaglia israeliani, ha detto ancora il portavoce dell’Oms ricordando che il diritto umanitario prescrive che i centri medici siano protetti dagli attacchi. Sono 6 gli addetti sanitari uccisi a Gaza ed altri quattro sono stati feriti, ha detto ancora.
Sono almeno 123 i soldati israeliani morti dall’inizio dell’attacco di Hamas contro Israele, rendono noto i militari israeliani. Il portavoce Daniel Hagari ha anche precisato che sinora i militari hanno informato le famiglie di 50 israeliani tenuti in ostaggio nella Striscia di Gaza.
Nella Striscia di Gaza sono tenuti in ostaggio “tra i 100 e i 150 israeliani”, ha riferito l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite Gilad Erdan, in un’intervista alla Cnn. “Non conosciamo il numero esatto – ha spiegato – ma è senza precedenti. E include cittadini americani”.
Uccidere ostaggi “non migliorerà le cose”, ha affermato un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), rispondendo ai militanti di Hamas che ieri hanno minacciato di giustiziare i prigionieri civili se Israele prendesse di mira Gaza senza preavviso. Hamas ha affermato di detenere più di 100 prigionieri, inclusi ufficiali di alto rango dell’esercito israeliano. “Se fanno del male a una di queste nonne o a uno di questi neonati o a uno di questi bambini, le cose non miglioreranno e loro lo sanno”, ha detto il portavoce dell’Idf, il tenente colonnello Richard Hecht. Decine di aerei da combattimento israeliani hanno colpito più di 200 obiettivi a Gaza durante la notte, ha aggiunto.
L’esercito israeliano ha riferito che militanti si sono infiltrati dal Libano nel territorio israeliano e che un “numero di sospetti armati” sono stati uccisi. Un ufficiale dell’Idf è morto dopo uno scontro con i militanti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno ampliato la loro presenza lungo il confine con il Libano, inviando altre migliaia di truppe. Lo rende noto il portavoce dell’Idf, il tenente colonnello Jonathan Conricus. “La situazione al confine con il Libano è instabile. Siamo vigili. Abbiamo aggiunto decine di migliaia di truppe aggiuntive lungo il confine – riservisti e unità regolari – in previsione di un attacco di Hezbollah”, ha detto alla Cnn.
